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Giancarlo Elia Valori

Profilo Biografico del Cavaliere del Lavoro Prof. Giancarlo Elia Valori
Cavaliere del Lavoro Prof. Giancarlo Elia Valori

Giancarlo Elia Valori, nato in provincia di Venezia, ma romano d’adozione, è laureato in economia e commercio e in scienze politiche. Dopo i corsi di alta formazione manageriale e di perfezionamento, attraverso appositi stage e master economico-finanziari negli Stati Uniti d’America, è stato assistente dell’Istituto per le ricerche economiche presso l’università di Denver, uno dei più prestigiosi atenei privati del Colorado.

A seguito di un’intensa attività didattica nelle cattedre di diritto tributario e di giurisprudenza, rispettivamente, presso le università agli studi di Napoli e Bologna, nonché in altri importanti atenei di economia cosmopolita e di relazioni internazionali, tra i quali: lo “Schiller College – an American University in Europe” di Parigi, il “Salvador” di Buenos Aires e la “Sapienza” di Roma, ha svolto una proficua e intensa attività di consulenza.

Dapprima presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, nel primo governo presieduto da Aldo MORO (dal 22 luglio 1964 al 23 febbraio 1966, nella coalizione politica DC – PSI – PSDI – PRI); successivamente, attraverso mirati progetti di programmazione economica, con i ministri del Bilancio (Luigi Pieraccini e Giovanni Preti), nonché con “La Compagnie Finanziere Conseil” di Edmond Rothschild a Parigi, con il Fondo monetario internazionale a Washington per studi specifici sul problema dei cambi e sulla riforma del sistema monetario internazionale e con il Segretariato Generale della C.E.P.A.L. (Commissione delle Nazioni Unite per i Paesi Latino Americani).

Per la validità del suo poliedrico impegno di manager, docente ed economista a respiro internazionale è divenuto nell’unanime giudizio della coscienza pubblica nazionale cardine di riferimento nelle “privatizzazioni di grandi società” per aver portato a termine, con grande successo e ammirazione, la privatizzazione e del Gruppo Autostrade e di SME-Società Meridionale Finanziaria, considerata il fiore all’occhiello dell’agroalimentare italiano.

La SME, il gruppo pubblico più grande e importante dell’industria agroalimentare italiana, venne ulteriormente ottimizzato e potenziato durante la presidenza del prof. Valori, attraverso il controllo di floride aziende: il primo settore era quello delle conserve alimentari, con Cirio, Bertolli, De Rica, Società delle conserve alimentari; il secondo settore comprendeva gelati e i surgelati, con Motta, Antica gelateria del Corso, Surgela e Valle degli Orti; il settore dolciario, il terzo, gestiva invece i marchi Motta, Alemagna, Pavesi, Pai; il quarto settore riguardava la distribuzione moderna con la Società generale supermercati e la Sico; il quinto e ultimo settore, comprendeva la ristorazione, attraverso Autogrill, Sirea, Esco, che utilizzavano anche la rete dei Ciao della Pavesi.

Per queste sue specifiche e conclamate attitudini manageriali, nell’aprile 1993, rifiutò la nomina a ministro dell’Agricoltura, la cui carica gli era stata offerta dall’allora Presidente del Consiglio, Carlo Azeglio Ciampi.

La vocazione di affrontare e risolvere le varie complessità è una delle tessere più importanti del mosaico d’azione che Valori ha saputo realizzare al servizio del Paese, tanto da essere additato come una delle personalità più rappresentative sia dell’industria agroalimentare a livello planetario sia nel grande settore autostradale europeo.

In tale contesto è significativo ricordare la cerimonia del 40ennale dell’Aiscat, nel corso della quale l’Associazione volle ringraziare il suo presidente, Giancarlo Elia Valori, con una targa ricordo, per aver operato, con grande intelligenza e dedizione, dall’ottobre 1995 all’agosto 1993, mentre il Presidente Emerito della Repubblica, Francesco Cossiga, in un passaggio del suo intervento disse, tra l’altro: “la forza del professor Valori è tutta nella sua rettitudine morale, nelle sue mani pulite di cui tutti gliene danno atto”.

Anche Angelo Costa, grande protagonista negli anni della ricostruzione e presidente di Confindustria per due mandati, in una toccante lettera, datata 5 febbraio 1966, espresse il vivissimo apprezzamento al prof. Valori per un saggio di ispirazione cattolica, “Economia e morale”.

Sono pochi, in verità, quelli che non conoscono Giancarlo Elia Valori. Per questi riproponiamo il lungo percorso al vertice di numerose società ed enti: Gruppo Autostrade, Sirti Internazionale, Italstrade, SME (Società Meridionale Finanziaria), G.S.-Società Generali Supermercati, Italstrade, IGI (Istituto Grandi Infrastrutture), Blu (gestore di telefonia mobile), Unione Industriali di Roma, Confindustria Lazio, Torno Internazionale, Autovie Venete, Milano-Mare e Milano Tangenziali, Sviluppo Lazio, La Centrale Finanziaria Generale, AISCAT (Associazione Italiana delle Società Concessionarie di Autostrade e Trafori), ASECAP (Association europènne des concessionaries d’autoroutes et d’ouvrages à pèage).

Giancarlo Elia Valori - Ehud Barak
Giancarlo Elia Valori - Liliane Bettencourt
Giancarlo Elia Valori - Xi Jinping
Giancarlo Elia Valori - Jacques Delors
Giancarlo Elia Valori - Jacques Delors
Giancarlo Elia Valori - Zhang Gaoli
Giancarlo Elia Valori - Shimon Peres
L'incontro di Emilia e Giancarlo Elia Valori con Deng Xiaoping in occasione delle celebrazioni del 30° anniversario della Repubblica
VALORI e Mr. Lu Hao Giugno 12016
Edificio Valori - Peking University - Beijing
Valori con Presidente Francesco Cossiga e D'Alema
Valori con il Presidente della Rep Pop Cinese Yang Sang Kun

A seguito di quest’ultima designazione, che scaturì principalmente dal voto dei francesi, il prof. Valori venne nominato, a Strasburgo, Presidente onorario della prestigiosa Associazione.

Strenuo sostenitore della realizzazione di moderni assi ferroviari e autostradali, il prof. Valori ha concretamente concorso alla messa in opera dell’autostrada Kiev-Odessa, la cui arteria, che rafforza la strategia di apertura europea verso Est, è destinata ad essere il fulcro di collegamento, tra il “Corridoio 5” e il “Corridoio 9”, nell’area Baltica e l’area circostante del Mar Nero.

A Giancarlo Elia Valori si deve l’attuazione di un importante e strategico progetto di vasta portata: la costruzione della diga di Karakaya sul fiume Eufrate, realizzata dal consorzio italiano Italstrade-Recchi, grazie ad una sua complessa attività di cooperazione con i vertici dell’allora Ministero delle opere idrauliche della Turchia, allorquando rivestiva la carica di direttore generale di Italstrade. A seguito di ciò, il 25 giugno 2008, è stato insignito della laurea honoris causa in Economia dalla prestigiosa “TOBB ETU-l’Università degli studi di economia e tecnologia di Ankara, nella cui motivazione è scritto: “in riconoscimento del suo impegno di manager, di docente e di economista, ma anche per aver partecipato concretamente alla messa in opera della diga di Karakaya sul fiume Eufrate”.

Attualmente è alla guida delle società: International World Group e La Centrale International, nonché della Fondazione Laboratorio per la Pubblica Amministrazione, della Delegazione italiana della Fondazione Abertis e di Huawei Technologies Italia (il colosso mondiale delle telecomunicazioni).

Inoltre riveste la carica di vicepresidente del prestigioso Isituto Weizmann di Parigi, nonché di membro di Ayan-Holding Board che dell’Advisory Board School of Business Administration College of Management di Israele, Consulente economico di HNA Group (il gruppo cinese, leader mondiale di servizi integrati nel turismo, trasporti, logistica, affari e finanza), Advisory Committee dell’historical-technical Journal “Conservation Science in Cultural Heritage”.

Già docente in “Scienze della comunicazione nelle relazioni internazionali” presso la Facoltà di lettere e filosofia della Libera Università Maria SS. Assunta di Roma, attualmente esercita l’attività di “professore straordinario” di Economia e politica internazionale presso la Peking University, uno dei più antichi e prestigiosi atenei della Cina, dove vengono formati i futuri dirigenti.

Nonostante i suoi onerosi “compiti”, riesce a indossare, instancabilmente, i panni di manager, non senza frenare la meritoria “missione” in molti settori della vita culturale e sociale a livello planetario. E’ detentore di importanti Cattedre in prestigiosi Atenei: Yeshiva University di New York (Presidente della Cattedra della pace nel pensiero politico ebraico italiano presso la Facoltà di scienze politiche), Hebrew University di Gerusalemme (Presidente della Cattedra per gli studi sulla pace e la cooperazione internazionale), Peking University (Presidente della Cattedra della pace, della sicurezza e dello sviluppo internazionale presso la Facoltà di relazioni internazionali), nonché di Direttore del Comitato consultivo dell’Istituto per gli Studi Internazionali.

Negli stessi atenei di Pechino e Gerusalemme, presiede inoltre, rispettivamente, il “Centro Euro-Cina”, un apprezzato organismo che contribuisce a sviluppare e rendere più fecondi gli interscambi fra paesi di culture diverse, mentre a Gerusalemme riveste la carica di Direttore di uno specifico corso di laurea, nella facoltà di Giurisprudenza, aperto sia a studenti ebrei che arabi.

Di particolare interesse sono risultate le conferenze su temi internazionali ed economici che, nel corso degli anni, ha svolto nelle più importanti università internazionali, dove ha ricevuto, oltre a numerosi e significativi titoli accademici ad honorem, il plauso delle autorità, del corpo docente e degli studenti.

In tale contesto è da annoverare un suo intervento “speciale” sul tema: “La Cina nel quadrante geoeconomico e geopolitico Mediterraneo”, in occasione dell’investitura a “Membro Numerario” della “Reale accademia di scienze economiche e finanziarie” di Barcellona (uno dei più importanti atenei cosmopoliti di dottrine di economia e finanza), in cui, con eloquenza e indiscussa capacità d’analisi, ha tracciato la progressiva espansione economica del colosso asiatico. Il cui argomento, di grande attualità, è stato apprezzato dai vertici dell’Ateneo, capeggiato dal professor Jaume Gil Aluja.

L’eccezionale impegno profuso nei numerosi e delicati incarichi, ricoperti nel corso della lunga e brillante attività, hanno suscitato ammirazione e rispetto anche al di là dei confini nazionali: quale ambasciatore della cultura e dell’imprenditoria nazionale ha portato i colori dell’Italia ovunque nel mondo, riscuotendo unanimi consenti e significative benemerenze in Europa, in Asia e nelle Americhe.

Da persona della non violenza è stato in prima linea in difesa della vita umana e della pace tra i popoli, che difende e sostiene strenuamente senza alcuna preclusione ideologica attraverso un ammirevole impegno al servizio della solidarietà e della fratellanza.

A significazione di ciò, in occasione della conferenza europea dei Rabbini, del 29 giugno 1999 a Praga, ha ricevuto il “Premio Sir Moses Montefiore”, massimo riconoscimento internazionale del mondo ebraico attribuito dal Centro mondiale dei servizi religiosi per la diaspora.
Nella cui motivazione è scritto: “La dedizione al popolo ebraico in genere e alla Comunità italiana in particolare, attraverso un impegno forte e tenace, portato avanti anche nell’università di Gerusalemme”.

L’amicizia che lega Giancarlo Elia Valori a Israele è nota a tutti: uno dei momenti-simbolo di questo stretto legame, peraltro manifestato pubblicamente nel corso degli anni, può essere individuato nell’apertura del “Centro Ben Gurion” presso Peking University il 3 marzo 1993. In occasione dello storico evento, l’allora ministro degli esteri israeliano e suo amico personale, Shimon Peres, così si espresse: “Giancarlo Elia Valori ha gettato un solido ed importante ponte tra Israele e Cina, che non sarebbe stato possibile realizzare senza la sua lungimiranza e dedizione”. Lo stesso Shimon Peres, durante il suo primo impegno ufficiale da primo ministro, dopo l’assassinio di Yitzhak Rabin, dichiarò pubblicamente che “Il professor Valori è esponente di una lunga tradizione italiana caratterizzata dalla tolleranza verso il prossimo e gli altri popoli, una tradizione di gente che ha voluto legare le sue posizioni al destino del nostro popolo”.

Tra i tantissimi riconoscimenti merita una menzione particolare il titolo di Honorable, conferitogli il 18 febbraio 2002 “per il suo impegno unico e preziosissimo e per le azioni intraprese in favore dell’Académie des Sciences dell’Institut de France”. A cui si aggiunse, successivamente, la nomina a “Presidente d’onore” della stessa Fondazione Internazionale.

Tale qualifica di “Honorable” non è solo una “onorificenza davvero straordinaria”, creata eccezionalmente per lui, ma è principalmente un “titolo a vita” pari a quel rango di “immortel”, insito di ogni membro dell’Institut de France, di cui l’Académie des Sciences, fondata nel 1666 da Jean Baptiste Colbert, fa parte.

Tra l’altro, Valori è il primo e unico italiano a fregiarsi di un titolo che fu, più di tre secoli fa, del cardinale Giulio Mazzarino. A suggellare questa affinità, in occasione delle celebrazioni del quarto centenario della nascita dell’alto prelato, il comune di Pescina, che ha dato i natali a questo illustre personaggio, gli ha conferito la cittadinanza onoraria.

Pochi sanno che la “Legion d’Onore” che l’allora presidente francese Francois Mitterand consegnò a Valori è un riconoscimento “guadagnato sul campo”: quando, nel 1988, riuscì a ottenere la liberazione di tre ebrei, sequestrati in Libano, tre anni prima, dal gruppo islamico battezzato “Organisation de la justice revolutionnaire”. A Valori venne chiesto da alcuni autorevoli amici, “per così dire internazionali”, di intercedere presso l’allora presidente nordcoreano – Kim Il Sung, conosciuto nel 1975 in Cina durante l’apertura dell’ufficio di corrispondenza Rai – allo scopo di ottenere la liberazione degli ostaggi. Il leader nordcoreano, a seguito dalla richiesta dell’amico Valori, chiese al governo iraniano di esercitare la propria influenza sui sequestratori e, il 5 maggio 1988, Jean Paul Kauffmann, giornalista della televisione francese, Marcel Fontane e Marcel Carton, operatori della stessa emittente, vennero finalmente rimessi in libertà. E solo dieci anni dopo, dallo scioglimento del segreto di stato, si venne a sapere che questo fu possibile grazie all’intervento di un autorevole cittadino italiano.

E’ molto significativo ricordare un passo dell’intervento dell’allora ambasciatore di Francia a Roma che, nel consegnare a Valori le insegne di “Cavaliere della Legion d’Onore” per meriti speciali da parte del presidente Mitterand, così si espresse: “il professor Valori è un uomo che sa guardare al di là delle proprie frontiere per comprendere il mondo. Ma è anche un vero europeo che non dimentica quanto l’Europa sia il suo stesso Paese e come attraverso lo sviluppo di ciascuno possa essere costruito e fondarsi l’avvenire di tutti…”

Molto stimato in Francia, a seguito del conferimento all’ambita decorazione di “Officier della Legion d’Onore”, Giancarlo Elia Valori è entrato a far parte di una elite ristrettissima di personalità particolarmente autorevoli oltralpe. Ma tanti altri sono i Paesi che hanno voluto annoverarlo fra i personaggi più stimati e ammirati, attribuendogli alti e significativi riconoscimenti. Tra cui il suo amatissimo Paese, dove ha ricevuto le massime onorificenze di Cavaliere di Gran Croce e di Cavaliere del Lavoro al Merito della Repubblica Italiana.

Una vita passata ai vertici di grandi società private e pubbliche non gli ha impedito di operare con grande dedizione e volontà anche nel variegato campo culturale, nel quale ha ricevuto dall’UNESCO la nomina di “Ambasciatore di buona volontà”, per l’impegno profuso nella diffusione e nella promozione del patrimonio di conoscenze nei significati più nobili.

Oltre ai saggi su personaggi come “Il gigante David – Ben Gurion tra mito e realtà” o temi di attualità come “La pace difficile – Angosce e speranze in Medio Oriente”, le sue numerose e apprezzate opere, tra cui: “Geopolitica dello spazio”, arricchita dalle prefazioni del Presidente dello Stato di d’Israele Shimon Peres e del Presidente emerito della Repubblica italiana Francesco Cossiga, hanno offerto preziosi spunti di riflessioni e un significativo contributo in occasione di qualificati dibattiti, in particolare, sull’Europa unita.

Di grande interesse sono risultate le sue iniziative editoriali: “La via della Cina – Passato, presente e futuro di un gigante della storia”, edito da Rizzoli; “Il Risorgimento oltre la storia”, redatto in occasione dell’apertura delle celebrazioni del 150° anniversario dell’Unità d’Italia; “Antisemitismo. Olocausto. Negazione – La grande sfida del mondo ebraico nel ventunesimo secolo”, edita da Mondadori; “I giusti in tempi ingiusti”, edita da Rizzoli; “Il futuro è già qui – Gli scenari che determineranno le vicende del nostro pianeta”, edita da Rizzoli; “Mediterraneo tra pace e terrorismo”, edita da Rizzoli e arricchita dalle prefazioni di Shimon Peres, presidente dello Stato di Israele, Guido De Marco, presidente emerito della Repubblica di Malta, e dell’editorialista Stefano Folli.

Molto apprezzate a livello internazionale le recenti opere, “Petrolio – La nuova geopolitica del potere”, curata magistralmente per offrire un’idea più chiara di ciò che realmente sta avvenendo nel Mediterraneo. Tale concetto, alla luce delle nuove conoscenze socioculturali, è stato ampliato attraverso il coinvolgimento altri aspetti più globali e importanti della vita delle persone. In quest’ottica si collocano anche le precedenti opere – “Geopolitica del cibo” e “Geopolitica dell’acqua” – che unitamente alla più recente fatica letteraria, “Geopolitica della salute”, rappresentano un tutt’uno, che fa riflettere e apre scenari sui nodi cruciali per la vita e il benessere dell’umanità.

In questo libro ha voluto far emergere le metafore della vita: la salute, le malattie e la loro distribuzione geografica e politica, le cure, i farmaci, il rapporto tra le medicine tradizionali e le tecniche più moderne; allo scopo di far conoscere ai lettori, pur nella complessità delle situazioni geopolitiche congiunte, connesse ad un mondo sempre più globalizzato, anche le cause-effetto su alcune sintomatologie o gravi malattie diffuse che minacciano l’umanità, drammaticamente in tumultuosa evoluzione.

Nello specifico, “Geopolitica dell’acqua – La corsa all’oro del nuovo millennio”, edito da Rizzoli e arricchito dalla prefazione di Antonio Maccanico, è un’iniziativa editoriale nata da una conversazione con il presidente emerito dello Stato di Israele, Shimon Peres, che offre una prospettiva chiara e completa sugli sviluppi del concetto acqua, maturato all’interno del sistema di valori capitalistici e sulla considerazione di quanto “pesi” a livello sociale questo importante bene dell’umanità, non solo fisicamente, considerato che, un litro di questo “oro”, pesa più di un litro di petrolio.

Molto apprezzate dalla critica anche le nuove opere: «Raimondo di Sangro – Il Principe di Sansevero e la magia dell’Illuminismo», composta per ricordare questo illustre personaggio che molto ha contribuito alla cultura nazionale e alla diffusione dei valori dell’illuminismo, nonché «Intelligence e Geopolitica – Riflessioni in Libertà», con una dedica particolare agli amici, Francesco Cossiga e Fulvio Martini. E’ un volume del tutto speciale, che mancava nel nostro panorama editoriale, perché coglie un punto essenziale: l’intelligence è uno strumento fondamentale per delineare, gestire e sviluppare la politica estera. Ma lo è soprattutto oggi, nel disordine che stiamo vivendo a ogni livello, in particolare, nell’area mediterranea.

Di particolare interesse anche «Geopolitica Dell’incertezza», nonché «Globalizzazone, Governance, Asimmetria – L’instabilità e le scelte della postmodernità», edite da Rubbettino, due opere che accolgono una raccolta variegata di articoli del prof. Valori su uno spaccato della società in cui vengono descritti i principali fenomeni legati alla globalizzazione.

A riconoscimento della validità del suo poliedrico impegno di studioso e di pubblicista a respiro universale, ha ricevuto numerosi riconoscimenti. Tra i quali: il premio giornalistico “Ischia Mediterraneo” (di cui è stato, successivamente, Presidente della giuria), per aver valorizzato l’area mediterranea con analisi acute e originali sulle relazioni geopolitiche e geoeconomiche; la “Bancarella per le Relazioni Internazionali”; il “Premio Internazionale della Cultura”, da parte della “International Immigrants Foundation delle Nazioni Unite”, per il forte impegno profuso nel promuovere e rafforzare le relazioni socio-culturali tra Europa e Cina.

Insieme a lui, nel 1993, hanno ricevuto questo ambitissimo riconoscimento alte personalità internazionali, tra le quali: Mikhael Gorbachov, Jorge Mas Canosa, Jonas Salk ed Eugenio Alberto Lestelle.

Una menzione particolare, comunque, meritano le altre testimonianze ricevuti dal “Consiglio Mondiale del Panafricanismo” (COMOPA), quali: “Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine di Comopa”, un’onorificenza riservata solo a Capi di stato e funzionari africani di altissimo rango come Nelson Mandela, Kofi Annan e Boutros Boutros Ghali; nonché l’assegnazione del “Gran Premio Letterario 2011”, a significazione del lodevole contributo che il professor Valori ha svolto per il progresso dell’Africa in vari settori: dalla diplomazia internazionale alla realizzazione di studi geopolitici di altissimo livello, che hanno permesso di contribuire pienamente alla storia del Continente fin dagli anni ’80, nonché di annientare antiche discriminazioni etniche nel fervore di conseguire uno spazio comune nell’ambito della civiltà, del progresso e della convivenza pacifica.

Giancarlo Elia Valori - Jiang Zemin
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