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Cyberspazio e politica mondiale

La politica nel mondo, ormai, si riferisce a mere questioni tecniche non prettamente politiche. Mi spiego meglio. Negli ultimi anni, le questioni del cyberspazio, tra cui la sicurezza informatica, la libertà e la governance di Internet, si sono rapidamente “politicizzate” e sono diventate una naturale questione pubblica globale.
Segni importanti della politicizzazione del mondo cibernetico includono l’inclusione della sicurezza informatica nell’agenda di scenario; la diffusione della politica degli Usa sulla libertà di Internet; e la promozione della teoria del dominio pubblico informatico.
Il motivo per cui la questione del cyberspazio può politicizzare rapidamente il mondo è strettamente correlato all’intrinseca rilevanza per la sicurezza di Internet e alle minacce paventate dai politici e dai media in merito alla promozione attiva statunitense onde mantenere l’egemonia.
Sebbene sia molto difficile politicizzare le questioni tecniche, i Paesi possono ridurre significativamente l’impatto negativo della politicizzazione del cyberspazio aumentando i contatti, accumulando consensi, confrontando e imparando dall’esperienza nell’affrontare questioni simili e frenando l’eccessiva minaccia dei media.
Negli ultimi anni, la comunità internazionale ha assistito all’emergere dei tre principali problemi pubblici globali: la crisi finanziaria, il cambiamento climatico e la questione del cyberspazio.
Tra questi, il tema del cyberspazio è particolarmente accattivante, in quanto è un problema nuovo che è entrato rapidamente nell’agenda politica internazionale. Rispetto alla crisi finanziaria e ai problemi del cambiamento climatico, la questione della sicurezza informatica è ancora in una fase nascente. Viene spesso paragonata al Far West: ovvero alla mancanza di direzione e leggi internazionali che non hanno ancora formato una base globale di consenso e di fissazione certa del sistema di consultazione internazionale.
Il cyberspazio è caratterizzato dall’applicazione della tecnologia elettronica. Memorizza, modifica e scambia dati e informazioni attraverso sistemi di rete e dispositivi fisici interconnessi. È un mondo virtuale artificiale multidimensionale gestito, accessibile e generato da computer ed è connesso al mondo esistente, creando come un sistema multiverso in cui noi siamo qui, ma possiamo andare anche là con la possibilità pure di un’ubiquità virtuale.
Il cyberspazio può essere suddiviso in due tipi: questioni tecniche e questioni non tecniche. Le questioni non tecniche sono l’oggetto di ricerca chiave degli studiosi di politica internazionale. Comprendono principalmente tre contenuti principali: sicurezza della rete, libertà di Internet e sua governance, come abbiamo accennato dianzi.
In termini di sicurezza informatica, gli studiosi stanno conducendo una serie di discussioni sul cyberspazio nei confronti del paradosso della sicurezza informatica. Paradosso in quanto non vi può essere sicurezza, secondo il vecchio detto: «fatta la legge, trovato l’inganno»: vedi pure il fenomeno dello hacking e la Regione Lazio, oltre alla questione di coloro i quali progettano software di sicurezza, una cui copia possono vendere a prezzi elevatissimi a chi è interessato a crackare per ottenere altri risultati che esulino il “banale” guadagno di danaro. Altre questioni di sicurezza sono la guerra informatica e la deterrenza informatica.
La libertà di Internet è un’arma di politica estera che gli Usa hanno promosso vigorosamente negli ultimi anni e la teoria del dominio pubblico di Internet è un’importante base teorica per rafforzare tale concezione delle relazioni internazionali.
La ricerca in quest’area si concentra sulla natura di dominio pubblico globale del cyberspazio, e sulla contraddizione tra la libertà di Internet e la sicurezza informatica.
Con l’aumento dei problemi di sicurezza informatica e l’attuazione della politica statunitense sulla libertà di Internet, i rischi del cyberspazio sono diventati gradualmente un grave ostacolo alla fiducia reciproca e ai normali scambi tra i Paesi.
Per questo motivo, la governance di Internet, comprese le misure relative alla sicurezza della rete e la risposta ai problemi di criminalità informatica, sono diventati anche un’importante questione di interesse per gli studiosi di politica internazionale.
Il problema del cyberspazio è un problema pubblico globale emergente. La ricerca su tali argomenti, in particolare l’analisi teorica, è ancora in uno stato di rapida crescita ma lo sviluppo è in ritardo. Prendendo come esempio la sicurezza di rete, le persone hanno diverse interpretazioni della connotazione del concetto di sicurezza di rete e spesso lo usano in modo intercambiabile con termini come sicurezza informatica, sicurezza di rete e sicurezza delle informazioni.
Sebbene i documenti ufficiali, i media e l’informatica menzionino ampiamente vari problemi di insicurezza informatica, sorprendentemente pochi documenti di ricerca sulla sicurezza spiegano chiaramente la combinazione di sicurezza e informatica. Che significa questo?
È ancora molto appropriato utilizzare la sintesi fornita da Johan Eriksson analisi dell’impatto sulla sicurezza determinato dalla rivoluzione dell’informazione nel 2006, onde valutare la ricerca sulla sicurezza informatica odierna: «La maggior parte delle ricerche non sono affidabili e l’attenzione è rivolta alle questioni di sicurezza legate alla tecnologia dell’informazione. La maggior parte della letteratura informatica è orientata alla politica e raramente correlata alla teoria delle relazioni internazionali o a qualsiasi altra disciplina».
Inoltre, e forse ancora più importante, pochi studiosi sono preoccupati per la questione del perché la questione del cyberspazio può raggiungere rapidamente la politicizzazione del mondo. In altri termini, il cyberspazio è prima una questione tecnica, seguita da una questione politica interna e infine una questione politica internazionale.
Le questioni pubbliche globali sono diverse, ma non tutte possono diventare esplicite questioni politiche internazionali. La parola politicizzazione ha due significati: uno è il processo di conferimento del carattere politico e l’altro è il risultato dell’ottenimento del carattere politico. Nella politica interna, la politicizzazione è spesso considerata come un continuum della formazione di coscienza e partecipazione politica individuale.
Il cyberspazio è costituito da una serie di dispositivi informatici interconnessi in grado di memorizzare e utilizzare informazioni e comunicare: comprende quattro livelli: persone, informazioni, moduli logici e dispositivi fisici. In termini di utilizzo o scopo, il cyberspazio può essere utilizzato per manipolare, elaborare e sviluppare dati e informazioni e può promuovere e migliorare la comunicazione tra le persone e l’interazione tra le persone e le informazioni.
Da un lato, a differenza dei quattro spazi naturali – terreno, marino, atmosferico e “sublunare” – il cyberspazio è interamente uno spazio creato dall’uomo, ed il digitale ed il virtuale sono le sue caratteristiche importanti. D’altra parte, al contrario dei quattro spazi naturali, il cyberspazio mostra sempre più segni di una neopolitica.
Nello specifico, la politicizzazione mondiale del cyberspazio si manifesta nella sicurezza informatica, ed essa sta rapidamente entrando nel vivere comune.
La manifestazione fondamentale della politicizzazione della questione è che essa è diventata il contenuto dei negoziati internazionali e che le relative organizzazioni internazionali stanno gradualmente interessandosi al problema.
Dal nuovo secolo, la questione della sicurezza informatica è diventata un argomento importante delle Nazioni Unite. Queste hanno approvato una serie di risoluzioni per promuovere l’attenzione della comunità internazionale alle minacce alla sicurezza informatica e alla cooperazione.
La risoluzione 55/63 del 22 gennaio 2001 dell’Assemblea Generale propone che i Paesi dovrebbero garantire che le loro leggi e pratiche possano eliminare i rifugi sicuri per individui che abusano illegalmente della tecnologia dell’informazione. E quando s’indaga si devono perseguire casi internazionali di abuso illegale della tecnologia dell’informazione; per cui i Paesi interessati dovrebbero cooperare con il coordinamento delle forze dell’ordine. Nella lotta contro l’abuso illegale della tecnologia dell’informazione, i Paesi dovrebbero scambiarsi informazioni sui problemi più gravi. La risoluzione 60/45 del 6 gennaio 2006 dell’AG richiede al Segretario generale di nominare un gruppo di esperti intergovernativo per continuare la ricerca sulla possibile cooperazione relativa alle potenziali minacce alla sicurezza dell’informazione e richiede che il gruppo presenti un rapporto.
Sebbene queste risoluzioni e raccomandazioni siano lontane dagli standard di una convenzione internazionale sulla sicurezza informatica, comunque vuol dire che le questioni relative alla sicurezza informatica, in quanto problema emergente, stanno ricevendo attenzione a livello mondiale.

Giancarlo Elia Valori